Freedom, not fear
La _paura_ e’ un’emozione governata dall’istinto, che ha come obiettivo la sopravvivenza dell’individuo ad una _presunta_ situazione di pericolo.
La paura puo’ essere indotta.
La _sorveglianza_ e’ presente in ogni gruppo organizzato come elemento di regolazione dei rapporti sociali.
La sorveglianza puo’ essere invadente.
Una paura indotta e una sorveglianza invadente determinano il *controllo sociale*.
I pericoli della quotidianita’ non cambiano, ma il senso di paura indotto dai media permette ai governi di tutta Europa di limitare ogni giorno di piu’ i nostri diritti e la nostra liberta’ personale in nome di un presunto “allarme sicurezza”.
La liberta’ di parola, di pensiero, di agibilita’ politica sono sotto attacco grazie a strumenti di controllo sempre piu’ invasivi. Agli immigrati si prendono le impronte digitali; si costruiscono database nazionali contenenti i dati personali dei cittadini; si spiano comunicazioni e transazioni informatiche e telematiche. Qual e’ il prossimo passo?
Di fronte a tutto questo, chiediamo
- la garanzia della liberta’ di comunicazione, informazione ed espressione;
- la riduzione della sorveglianza indiscriminata;
- una valutazione dell’attuale regime di sorveglianza pervasiva;
- di impedire l’introduzione di ulteriori nuove forme di sorveglianza.
Difendi la tua liberta’ di movimento ed espressione. Non avere paura.
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La nostra iniziativa è stata l’inizio di un percorso di riflessione, che mira ad individuare le possibili contromisure da adottare per difendere la nostra libertà di movimento e di espressione e combattere il clima di insicurezza e precarietà , che garantiscono agibilità a coloro che detengono gli strumenti per esercitare il _controllo sociale_.
Siamo scesi in piazza e abbiamo lanciato il nostro messaggio distribuendo un volantino di sensibilizzazione prendendo contatto con le persone sensibili a questo argomento, per toccare con mano la _percezione_ del controllo che stiamo subendo.
http://wiki.vorratsdatenspeicherung.de/Freedom_Not_Fear_2008/Rome/Call
La paura puo’ essere indotta.
La _sorveglianza_ e’ presente in ogni gruppo organizzato come elemento di regolazione dei rapporti sociali.
La sorveglianza puo’ essere invadente.
Una paura indotta e una sorveglianza invadente determinano il *controllo sociale*.
I pericoli della quotidianita’ non cambiano, ma il senso di paura indotto dai media permette ai governi di tutta Europa di limitare ogni giorno di piu’ i nostri diritti e la nostra liberta’ personale in nome di un presunto “allarme sicurezza”.
La liberta’ di parola, di pensiero, di agibilita’ politica sono sotto attacco grazie a strumenti di controllo sempre piu’ invasivi. Agli immigrati si prendono le impronte digitali; si costruiscono database nazionali contenenti i dati personali dei cittadini; si spiano comunicazioni e transazioni informatiche e telematiche. Qual e’ il prossimo passo?














